Un dì di dicembre, fa come suole
Luigi un pupazzo di raggi di sole,
Non trova altro, non trova la neve,
Che un tempo calava sui monti e la pieve,
Stende il pupazzo, lo fa piano piano,
Fili di luce lui tesse con mano,
Nel suo cortile d'immaginazione,
Un po' alla volta fa vera la visione,
Per fare il naso non ha una carota,
Non può lasciarne una parte vuota,
Decide di usare la lampadina
Che accende quando si sveglia la mattina,
Ma non rimane il lumino a mezz'aria,
La gravità gli è proprio contraria,
Cade e si rompe il vetrino di luce,
Ma Luigi va avanti e ancor cuce e cuce
Un altro naso con l'aria e col vento,
Non è 'sì allegro e forse un po' spento,
Ma in fin dei conti gli par naturale,
E' assai ben fatto e non gli sta male,
Il pupazzo è finito ma manca il cappello,
Da mettergli in testa per farlo più bello,
Gli dona Luigi un gentile pensiero,
Che gli sta in testa, come se fosse vero,
Forse vorrebbe il pupazzo un manto,
Che sia un vero vanto d'eleganto incanto,
Per rimediare Luigi con la fantasia,
Lo copre con un arazzo che intessuto sia
Di tante visioni fantastiche e belle,
Che l'uomo intuì dagli astri e dalle stelle,
Unicorni, Giganti, Dèi, e Fate,
Le cui storie da millenni son narrate.
Un dì di dicembre fa come suole
Luigi un pupazzo di raggi di sole,
Non trova altro, non trova la neve,
Che un tempo copriva i monti e la pieve.
domenica 9 dicembre 2007
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