O Tu che notturna vieni,
Ammantata in una pace di stelle,
Quando tutto riposa,
E finalmente la serenità notturna
Si stende sulle città irrequiete.
Laddove si concentra il non-senso
Degli affanni quotidiani,
Per cose spesso prive di valore.
Tu che hai visto ogni singolo gesto
Che ha segnato la storia,
Ogni sconfitta, ogni vittoria,
Ogni momento di semplice
Vita quotidiana,
E che richiami con la tua potenza
Il vigore inarrestabile dei mari.
Tu che sai ma non commenti,
Non perché priva di parola,
Ma perché ricca
Di saggezza e verità,
La cui unica voce è il silenzio,
Tu Regina
Che risplendi sugli insondabili abissi.
Tu che richiami dall'alto
Il terribile urlo dei lupi,
Ma a Te anche tendono
Tutti i fiori stremati
Dalle fatiche del giorno.
Tu, Nobile di Sogni,
Sovrana incontrastata del tramonto.
Ricordati di noi,
Quando resi ciechi dall'oscurità,
Nel buio e tra il buio ti cerchiamo,
Brancolando nel dolore,
E ritrovando in Te nuova speranza;
Possa un alito del tuo vento
Ancora una volta donarci la gioia perduta.
lunedì 14 aprile 2008
- Staticità -
E' un paesaggio
Che si sgretola in frammenti
Quest'alba che
Non vuole sorgere,
Mentre il futuro
Sospeso sopra uno stillicidio
Di sensazioni,
Impedisce il suo proprio
Trascorrere.
Ed il flauto del Fauno,
Disperso il riecheggiare
Dell'Arcadia,
Sembra lasciarsi andare
A sensazionali cromatismi
Che non hanno origine,
Che non hanno chiusura,
In un incessante
Divenire senza lenimento.
Mentre tutta la foresta
Pare rabbrividire
Dal freddo,
E le foglie tremano
Come al fruscìo
Della rapsodia
Dei venti.
Ma intanto
Gli automi incombono.
Ed è in questo spazio
In cui si muovono
Rudimenti tecnologici
Ed esplorazioni prive di confine,
In cui si congela
Il brivido dell'aspettativa,
Che pare una rondine
Levare
Un tenue gorgheggio privo di calore.
Che si sgretola in frammenti
Quest'alba che
Non vuole sorgere,
Mentre il futuro
Sospeso sopra uno stillicidio
Di sensazioni,
Impedisce il suo proprio
Trascorrere.
Ed il flauto del Fauno,
Disperso il riecheggiare
Dell'Arcadia,
Sembra lasciarsi andare
A sensazionali cromatismi
Che non hanno origine,
Che non hanno chiusura,
In un incessante
Divenire senza lenimento.
Mentre tutta la foresta
Pare rabbrividire
Dal freddo,
E le foglie tremano
Come al fruscìo
Della rapsodia
Dei venti.
Ma intanto
Gli automi incombono.
Ed è in questo spazio
In cui si muovono
Rudimenti tecnologici
Ed esplorazioni prive di confine,
In cui si congela
Il brivido dell'aspettativa,
Che pare una rondine
Levare
Un tenue gorgheggio privo di calore.
Mare serenitatis
Sulla luna, viaggiando con la mente,
Vado a cercare qualche ristoro,
Laddove non c'è argento e non c'è oro,
E un infinito silenzio si sente,
Il cielo è buio, son le stelle spente,
Se qui non son felice non m'accuoro,
Non cerco più né il mirto, né l'alloro,
E qualunque pensiero m'è ormai assente,
Mi volto indietro a rimirar la Terra,
Pianeta azzurro su cui brilla il sole,
Che porta luce su dolore e guerra,
Così pare il destino ciò che vuole,
E se qualcuno un po' di gioia afferra,
Lo fa per poco, e poi di nuovo duole.
Vado a cercare qualche ristoro,
Laddove non c'è argento e non c'è oro,
E un infinito silenzio si sente,
Il cielo è buio, son le stelle spente,
Se qui non son felice non m'accuoro,
Non cerco più né il mirto, né l'alloro,
E qualunque pensiero m'è ormai assente,
Mi volto indietro a rimirar la Terra,
Pianeta azzurro su cui brilla il sole,
Che porta luce su dolore e guerra,
Così pare il destino ciò che vuole,
E se qualcuno un po' di gioia afferra,
Lo fa per poco, e poi di nuovo duole.
Necronomicon
Omaggio ad Howard Phillips Lovecraft
[ - Poesia liberamente ispirata ad un fatto realmente accaduto - ]
Di soppiatto nella legatoria
Entro a prelevar la copia mia
Del libro che si crede non esista,
Seppur più d'uno l'abbia avuto in vista,
E' un volume pieno di fatti strani,
Solo ad aprirlo tremano le mani,
Ci sono resoconti d'un passato,
Che segnò al mondo spaventoso fato,
Ci sono misteriose evocazioni,
Portali sopra mondi ed illusioni,
Ma molti che li hanno attraversati,
Si dice che non siano più tornati,
Perché dispersi in lande misteriose,
Dove si han creature spaventose,
Shoggoth che si muovon nella notte,
Licantropi e vampiri a grandi frotte.
Nell'isola di R'lyeh sotto l'oceano,
Coperta dalle acque che mareano,
Il Grande Cthulhu attende riposando,
Mentre gli astri si vanno organizzando,
Perché riemerga l'isola perduta,
Che pure s'è nascosta non è muta,
Ché i Grandi Antichi mandano messaggi,
A quei che, pazzi, vollero esser saggi.
" Non è morto ciò che eterno può attendere,
Ché passando Eoni si può fendere
Anche il velo di morte. " Così leggo,
Mentre seduto in casa al banco seggo,
Che fu ospite a studi più sereni,
Ed ora immerso in psichici veleni,
Decifro numerosi righi arcani,
Scritti in caratteri che non umani
Sembrano e sovviene la paura
Di irromper oltre quelle antiche mura,
Ma più forte di essa è l'interesse
Per l'inquietante e segreta messe
Di parole che vanno oltre il pensiero.
Così mi preparai ad agire e invero
Puntai il dito su uno dei Sigilli,
Disegnato tra sinistri cavilli,
Preparai la psiche a meditare
Per passare l'incognito Portale,
Ben presto svenni, ed al mio risveglio,
Non potrei dir ch'andasse molto meglio,
Pioveva infatti proprio dal soffitto
Della mia stanza, ed era molto fitto
Quel ricadere d'acque nel mio ostello,
Così pensai di prendere l'ombrello,
Ma come prestar fede all'illusione,
Sarebbe stata una tale azione,
Così mi feci forza e chiusi gli occhi,
A difesa da quei mentali stocchi,
Il sonno venne presto a ristorarmi,
E da tale spavento rinfrancarmi.
Da quel libro non ho più tratto frutte,
All'alba le coperte erano asciutte.
[ - Poesia liberamente ispirata ad un fatto realmente accaduto - ]
Di soppiatto nella legatoria
Entro a prelevar la copia mia
Del libro che si crede non esista,
Seppur più d'uno l'abbia avuto in vista,
E' un volume pieno di fatti strani,
Solo ad aprirlo tremano le mani,
Ci sono resoconti d'un passato,
Che segnò al mondo spaventoso fato,
Ci sono misteriose evocazioni,
Portali sopra mondi ed illusioni,
Ma molti che li hanno attraversati,
Si dice che non siano più tornati,
Perché dispersi in lande misteriose,
Dove si han creature spaventose,
Shoggoth che si muovon nella notte,
Licantropi e vampiri a grandi frotte.
Nell'isola di R'lyeh sotto l'oceano,
Coperta dalle acque che mareano,
Il Grande Cthulhu attende riposando,
Mentre gli astri si vanno organizzando,
Perché riemerga l'isola perduta,
Che pure s'è nascosta non è muta,
Ché i Grandi Antichi mandano messaggi,
A quei che, pazzi, vollero esser saggi.
" Non è morto ciò che eterno può attendere,
Ché passando Eoni si può fendere
Anche il velo di morte. " Così leggo,
Mentre seduto in casa al banco seggo,
Che fu ospite a studi più sereni,
Ed ora immerso in psichici veleni,
Decifro numerosi righi arcani,
Scritti in caratteri che non umani
Sembrano e sovviene la paura
Di irromper oltre quelle antiche mura,
Ma più forte di essa è l'interesse
Per l'inquietante e segreta messe
Di parole che vanno oltre il pensiero.
Così mi preparai ad agire e invero
Puntai il dito su uno dei Sigilli,
Disegnato tra sinistri cavilli,
Preparai la psiche a meditare
Per passare l'incognito Portale,
Ben presto svenni, ed al mio risveglio,
Non potrei dir ch'andasse molto meglio,
Pioveva infatti proprio dal soffitto
Della mia stanza, ed era molto fitto
Quel ricadere d'acque nel mio ostello,
Così pensai di prendere l'ombrello,
Ma come prestar fede all'illusione,
Sarebbe stata una tale azione,
Così mi feci forza e chiusi gli occhi,
A difesa da quei mentali stocchi,
Il sonno venne presto a ristorarmi,
E da tale spavento rinfrancarmi.
Da quel libro non ho più tratto frutte,
All'alba le coperte erano asciutte.
Ermetica
E' l'alba che scivola piano
Sulla linea delle serenità rosate,
Mentre mi accosto al cielo con la mano,
E cerco qualcosa ma so non è lì.
Ed è come i volti d'un diamante
Quell'aspetto che mostrerò di me,
Che spero abbia valore ma non penso
Che il vetro a volte inganna e sembra tale
Che semmai cade non s'infrangerà.
Intanto un giorno viene uno è passato,
Ed esito ma so quello che voglio,
Mentre ogni istante è a passo di marcia,
Ché muove avanti e più non tornerà.
Ma passai gl'interi anni della vita,
A costruir torrioni e barricate,
Così che me stesso non vincesse su me stesso,
Ma si confusero proprio come carta
Quei muri alla venuta del Sole di Verità.
Forse ogni occasione è ormai perduta,
Non so ché non conosco il mio futuro,
Ma so che se mi giro e guardo indietro,
Nulla era vero, tutto era artefatto,
Ogni gesto, parola, moto o azione
Nascosero la vera mia realtà.
E adesso che son giunto ormai al confronto,
Alle mie spalle ho ponti devastati,
Ma a nuovi giorni ormai mi sento pronto.
Sulla linea delle serenità rosate,
Mentre mi accosto al cielo con la mano,
E cerco qualcosa ma so non è lì.
Ed è come i volti d'un diamante
Quell'aspetto che mostrerò di me,
Che spero abbia valore ma non penso
Che il vetro a volte inganna e sembra tale
Che semmai cade non s'infrangerà.
Intanto un giorno viene uno è passato,
Ed esito ma so quello che voglio,
Mentre ogni istante è a passo di marcia,
Ché muove avanti e più non tornerà.
Ma passai gl'interi anni della vita,
A costruir torrioni e barricate,
Così che me stesso non vincesse su me stesso,
Ma si confusero proprio come carta
Quei muri alla venuta del Sole di Verità.
Forse ogni occasione è ormai perduta,
Non so ché non conosco il mio futuro,
Ma so che se mi giro e guardo indietro,
Nulla era vero, tutto era artefatto,
Ogni gesto, parola, moto o azione
Nascosero la vera mia realtà.
E adesso che son giunto ormai al confronto,
Alle mie spalle ho ponti devastati,
Ma a nuovi giorni ormai mi sento pronto.
Vecchiaia
Senti come un vento
Che muove le cose
Senza tristezza,
Ed è forse il rumore
Del Carro che sfrigola piano
Da tanto lontano,
Ma è dal mare della sera
Che provi ad assaggiare un bicchiere
Di tiepida letizia,
Mentre le nuvole
Sopra di te
Si sciolgono piano
In una dolce cantilena
Di gocce leggere.
Così come soffia un sospiro
Che pare arrivare dal cielo,
Ed è come un momento d'un sogno
Che non ti ricordi
ma di cui provi ancora emozione,
Come nell'attimo d'un'occasione
Che hai perso in un tempo che è stato,
E ti par di danzar sulla cruna
D'un ago ch'è stato spostato
Da sotto i tuoi piedi in un solo momento,
Ed è questo il frangente
Che quasi coglie un rumore di fiore
Che danza delicato nella pioggia.
Ed è pur vero che tutti i violini
Le arpe ed i flauti e le viole,
Che ti dilettavano un tempo,
No!No! Ora non suonano più,
Ma come un cascar di gioielli
Ricadono piano i ricordi,
Ed i suoni son sempre più belli,
Che fan delicate parole,
Che ricordano questa tua vita,
Un po' amara ma tanto gradita,
E che il giovane che ti sta vicino,
Ascolta con fare rapito,
Come se su una nave guidato,
Seguisse l'esperienza attento
Che riluce dai gesti
D'un capitano fiero.
Che muove le cose
Senza tristezza,
Ed è forse il rumore
Del Carro che sfrigola piano
Da tanto lontano,
Ma è dal mare della sera
Che provi ad assaggiare un bicchiere
Di tiepida letizia,
Mentre le nuvole
Sopra di te
Si sciolgono piano
In una dolce cantilena
Di gocce leggere.
Così come soffia un sospiro
Che pare arrivare dal cielo,
Ed è come un momento d'un sogno
Che non ti ricordi
ma di cui provi ancora emozione,
Come nell'attimo d'un'occasione
Che hai perso in un tempo che è stato,
E ti par di danzar sulla cruna
D'un ago ch'è stato spostato
Da sotto i tuoi piedi in un solo momento,
Ed è questo il frangente
Che quasi coglie un rumore di fiore
Che danza delicato nella pioggia.
Ed è pur vero che tutti i violini
Le arpe ed i flauti e le viole,
Che ti dilettavano un tempo,
No!No! Ora non suonano più,
Ma come un cascar di gioielli
Ricadono piano i ricordi,
Ed i suoni son sempre più belli,
Che fan delicate parole,
Che ricordano questa tua vita,
Un po' amara ma tanto gradita,
E che il giovane che ti sta vicino,
Ascolta con fare rapito,
Come se su una nave guidato,
Seguisse l'esperienza attento
Che riluce dai gesti
D'un capitano fiero.
Technosciamano
Sulla città scende un nuovo sapore,
Non ha tempo il tramonto giù dal cielo,
Ha portato la mano sopra il cuore,
Lo sciamano che ha lacerato il velo
Di Maya penetrando nella Rete,
E' di Gnosi e di Scienza la sua sete,
Ed egli viaggia senza requie o stasi,
Nell'Universo delle informazioni,
E la sua trance è nuova e pare quasi
Fatta sol di pensiero e non di azioni.
Egli è fermo ma in altro si trasforma,
Stabile e calma è la sua pupilla,
Di falchi e di lombrichi prende forma,
E salta e vola e va di villa in villa.
Come tra mille paesaggi virtuali,
Se così vuole gli spuntan le ali,
E come suole va dove gli pare,
Raggiunge monti o acuminati scogli,
Pianure vaste o la riva del mare,
Ed è veloce 'sì che mai lo cogli.
Non vorrebbe alla corsa dare un freno,
Ché non gl'incombe il peso del corpo,
Corre da solo oppure prende il treno,
E alla sua gioia non v'è mai scorporo.
Perché non gl'interessa alcun conflitto,
Non è il momento di essere afflitto,
Ché lui sa bene come vola un falco,
Far crescere piume o squame di serpente,
Ma in lontananza scuona l'oricalco
Che lo richiama al suo mondo piangente.
Non ha tempo il tramonto giù dal cielo,
Ha portato la mano sopra il cuore,
Lo sciamano che ha lacerato il velo
Di Maya penetrando nella Rete,
E' di Gnosi e di Scienza la sua sete,
Ed egli viaggia senza requie o stasi,
Nell'Universo delle informazioni,
E la sua trance è nuova e pare quasi
Fatta sol di pensiero e non di azioni.
Egli è fermo ma in altro si trasforma,
Stabile e calma è la sua pupilla,
Di falchi e di lombrichi prende forma,
E salta e vola e va di villa in villa.
Come tra mille paesaggi virtuali,
Se così vuole gli spuntan le ali,
E come suole va dove gli pare,
Raggiunge monti o acuminati scogli,
Pianure vaste o la riva del mare,
Ed è veloce 'sì che mai lo cogli.
Non vorrebbe alla corsa dare un freno,
Ché non gl'incombe il peso del corpo,
Corre da solo oppure prende il treno,
E alla sua gioia non v'è mai scorporo.
Perché non gl'interessa alcun conflitto,
Non è il momento di essere afflitto,
Ché lui sa bene come vola un falco,
Far crescere piume o squame di serpente,
Ma in lontananza scuona l'oricalco
Che lo richiama al suo mondo piangente.
L'essenza delle cose
Non sono padrone
Del mio corpo,
Che si distrugge e rinnova
Costantemente,
Prima di dissolversi
All'ultimo portale.
Non sono in possesso
Delle mie passioni,
Che sempre
Vengono agitate
Da eventi esteriori,
Dalle altre persone.
Non posso guidare
I miei pensieri,
Scossi da fattori
Esogeni o endogeni,
Come un monologo
Di sterile incertezza.
E così,
Nell'assenza
Di ogni stabilità,
Si muove il destino
All'ombra dello spettro
Dell'annullamento totale.
Dov'è io?
Del mio corpo,
Che si distrugge e rinnova
Costantemente,
Prima di dissolversi
All'ultimo portale.
Non sono in possesso
Delle mie passioni,
Che sempre
Vengono agitate
Da eventi esteriori,
Dalle altre persone.
Non posso guidare
I miei pensieri,
Scossi da fattori
Esogeni o endogeni,
Come un monologo
Di sterile incertezza.
E così,
Nell'assenza
Di ogni stabilità,
Si muove il destino
All'ombra dello spettro
Dell'annullamento totale.
Dov'è io?
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