Possenti vortici di aria
Gonfiarono i tuoni degli oricalchi,
Ma ora essi sono sfiatati;
Ancora le nebbie persistono,
Sono più forti.
lunedì 9 giugno 2008
domenica 8 giugno 2008
Laodicea
Anche le stelle solitarie
Sognano di te,
Mentre placida e intenta
Rimiri i tuoi fluenti capelli
Nell'acque del fiume;
Alle tue spalle
E' il trambusto della città,
Ma i fari notturni di essa,
Come statiche lucciole friniscono,
Laodicea,
Che guardi in silenzio il tuo viso.
Poi deforma il tuo volto
Una lacrima dolce che cade,
E ti par che non sia più te stessa,
Ché ripensi alle settimane folli,
Passate, ormai dietro le tue spalle,
Agli scacchi rovesciati,
Ai tuoi veloci e inappaganti amori,
Ai Tarocchi sparsi su un ripiano
Che non daranno più molte risposte,
Alla musica, deliziosa e tenue,
D'un piano che si perde in lontananza.
Quel tuo volto, che quasi non conosci,
Laodicea, che ti perdi nel passato,
E ti accorgi che non hai più un tuo futuro,
Rifletti nell'acqua che veloce scorre,
Questa vita di rapidi scambi,
Sapendo di quel muro che ti esclude
Da ogni desiderio o tuo progetto,
Non speri più neanche in una cura,
Che possa liberarti dal tuo male,
E intanto piangi piano e ti domandi
Se non c'era per te vita migliore.
Ma non sai che per te verrà la Grazia,
Che tu tra tante altre sarai scelta,
Non privo di pietà sarà il dolore,
Che fu per te come ombra fedele,
Perché tutte le genti t'ameranno,
Sarai per loro segno di bellezza,
Chiunque proverà per te passando,
Un brivido d'amore e di dolcezza,
Ogni fiume sarà per te uno specchio,
Perché sarai di donna fatta fiore,
'Sì bello da commuovere ogni cuore.
Sognano di te,
Mentre placida e intenta
Rimiri i tuoi fluenti capelli
Nell'acque del fiume;
Alle tue spalle
E' il trambusto della città,
Ma i fari notturni di essa,
Come statiche lucciole friniscono,
Laodicea,
Che guardi in silenzio il tuo viso.
Poi deforma il tuo volto
Una lacrima dolce che cade,
E ti par che non sia più te stessa,
Ché ripensi alle settimane folli,
Passate, ormai dietro le tue spalle,
Agli scacchi rovesciati,
Ai tuoi veloci e inappaganti amori,
Ai Tarocchi sparsi su un ripiano
Che non daranno più molte risposte,
Alla musica, deliziosa e tenue,
D'un piano che si perde in lontananza.
Quel tuo volto, che quasi non conosci,
Laodicea, che ti perdi nel passato,
E ti accorgi che non hai più un tuo futuro,
Rifletti nell'acqua che veloce scorre,
Questa vita di rapidi scambi,
Sapendo di quel muro che ti esclude
Da ogni desiderio o tuo progetto,
Non speri più neanche in una cura,
Che possa liberarti dal tuo male,
E intanto piangi piano e ti domandi
Se non c'era per te vita migliore.
Ma non sai che per te verrà la Grazia,
Che tu tra tante altre sarai scelta,
Non privo di pietà sarà il dolore,
Che fu per te come ombra fedele,
Perché tutte le genti t'ameranno,
Sarai per loro segno di bellezza,
Chiunque proverà per te passando,
Un brivido d'amore e di dolcezza,
Ogni fiume sarà per te uno specchio,
Perché sarai di donna fatta fiore,
'Sì bello da commuovere ogni cuore.
Vortici
Scintille di stoffa,
Camaleontici caleidoscopi,
Nella notte quotidiana.
Respiriamo,
Inchiodati alle stelle.
Camaleontici caleidoscopi,
Nella notte quotidiana.
Respiriamo,
Inchiodati alle stelle.
Il guerriero
...and pitched my vagrant tent,
A casual dweller and at large among
The unfenced region of society.
W.Wordsworth, The Prelude
Avanza il guerriero nell'armatura,
A cavallo del calmo dromedario,
Avvolto nella lucente armatura,
Che reca il simbolo del mercenario,
E' stata la sua vita tutta oscura,
Fu ogni giorno come un avversario
Da vincere affrontando la paura,
E rimanere vivo e legionario.
Ma ora, vecchio, stanco, e mutilato,
Siede pensoso senza la sua spada,
E si chiede, dell'essere soldato,
Che cosa resti e cosa se ne vada,
Cos'abbia perso oppure guadagnato,
Mentre tramonta il dì sulla sua strada.
A casual dweller and at large among
The unfenced region of society.
W.Wordsworth, The Prelude
Avanza il guerriero nell'armatura,
A cavallo del calmo dromedario,
Avvolto nella lucente armatura,
Che reca il simbolo del mercenario,
E' stata la sua vita tutta oscura,
Fu ogni giorno come un avversario
Da vincere affrontando la paura,
E rimanere vivo e legionario.
Ma ora, vecchio, stanco, e mutilato,
Siede pensoso senza la sua spada,
E si chiede, dell'essere soldato,
Che cosa resti e cosa se ne vada,
Cos'abbia perso oppure guadagnato,
Mentre tramonta il dì sulla sua strada.
Perché oggi fuori piove
Mi siedo al tavolo del bar,
Sotto i portici di Piazza Statuto,
Perché oggi fuori piove,
E la città mi pare immobile,
Ed apro il libro che porto sempre con me,
Per i casi di emergenza:
- Not seldom from the uproar I retired
Into a silent bay, or sportively
Glanced sideway, leaving the tumultuous throng,
To cut across the image of a star
That gleamed upon the ice -
E chiedendomi perché Wordsworth
Aprisse il Poema della Natura
Con una immagine invernale del Santo Pentacolo,
Guardo sopra la testa del Genio Alato,
Figurarsi lo stesso Simbolo, ma Inverso,
Che si staglia sulla vetta del Monumento
Al Traforo del Frejus,
Mentre Lucifero mi mostra con il dito
La vera dimora da cui sono sorto e in cui tornerò:
L'Oltretomba immenso.
Intanto arrivano il mio tramezzino e il mio Becerin,
Bevanda preferita dal Cavour che mi ricorda
Epoche passate di nobili cospiratori,
Volti al fine di realizzare un'Unità d'Italia,
Che oggi ancora pochi paiono desiderare,
Ma come preso da un presentimento,
Torno indietro tra le pagine e leggo ancora:
- The mind of man is framed even like the breath
And harmony of music; there is a dark
Invisible workmanship that reconciles
Discordant elements, and makes them move
In one society. -
E mi chiedo, o Preludio, o Poema Alchemico,
Se Wordsworth non avesse colto quella corrente sotterranea,
Che come un'infinita musica muove, come asseriscono i Pitagorici,
Le Sfere tutte, le persone sedute attorno a me che parlano,
I moti dell'animo, le vite degli animali e dei metalli,
E non avesse salito quella aspra scalinata,
Che fatta di sofferenza e di biasimo porta all'Amore Universale,
E a quella Mente Universale che lo muove
Sotto la serpentina sferza di Discordia suo Motore.
E intanto è un passerotto che decide di banchettare con me,
Ed io gli offro con cautela, non voglio spaventarlo,
Pezzi del mio tramezzino, e ciò mi fa chiedere di me stesso:
- Chi è costui che mi pare simile a un Dio?
Perché sorpreso da un forse effimero Amore per ogni cosa,
Mi sento depositario degli Antichi Misteri dei Druidi,
Ma poi finisce il mio pane, torna il passerotto ne chiede ancora,
E' tutto inzuppato di pioggia e mi dispiace,
Mi guarda fisso negli occhi e io mi sento in colpa,
In segno di resa sollevo le mani ma poi le distendo
Nel Segno di Theoricus, il migliore per comunicare
Con le creature dell'aria e gli dico che è finito,
Non ne ho più mi dispiace e se ne va,
Ma mi rimane come un'inconscia sensazione
Che tornerà dopo e non mi è difficile
Chiedere un altro tramezzino e tenerlo da parte per un po'.
- A structure famed
Beyond its neighbourhood, the antique walls
Of that large abbey which within the Vale
Og Nightshade, to St.Mary's honour built,
Stands yet a mouldering pile with fractured arch,
Belfry, and images, and living trees,
A holy scene! -
Ma la mia mente si distrae e capovolge ogni cosa,
Ed immagina da quei luoghi sinistri e dirupati,
Muoversi Spettri e Fantasmi e Diavoli in widdershins,
Cantando una vecchia canzone inintelligibile,
Perchè viene iniziata al punto fermo e terminata
Proprio alla prima maiuscola,
Non è forse l'Inghilterra luogo d'origine del Romanzo Gotico?
Ma è un Simbolo di Vita e di Amore a spezzare
Le mie macabre riflessioni, perché è tornato,
E' tornato, il passerotto, è tornato
Come mi aveva promesso!
Ed è dolcissimo per me spezzare il pane,
E donargli qualcosa della mia vita ancora esterna a me,
E del mio tempo, e del mio affetto,
Comunicando con lui questa linea sottile,
Che mi pare si erga eterea tra le onde della vita,
Ma trovo anche un'occasione
Per nutrire un altro passerotto e due colombi.
E quando loro se ne vanno, anch'io ormai mi alzo
Per proseguire il mio percorso senza dimora o mèta,
E mi allontano pensando malinconicamente
A quanto sia difficile e pericoloso, ma infinitamente dolce
Aver nutrito e cresciuto ed ospitare l'anima
Di un nobile anglosassone nel corpo privo di titoli
Di un borghese italiano timoroso del futuro e della vita,
Gracile e senza speranza nei confronti dei colpi del destino,
Ed a come mi sia difficile manifestare l'Amore che provo.
Ma ciò è abbastanza: - Enough that I am free.
Sotto i portici di Piazza Statuto,
Perché oggi fuori piove,
E la città mi pare immobile,
Ed apro il libro che porto sempre con me,
Per i casi di emergenza:
- Not seldom from the uproar I retired
Into a silent bay, or sportively
Glanced sideway, leaving the tumultuous throng,
To cut across the image of a star
That gleamed upon the ice -
E chiedendomi perché Wordsworth
Aprisse il Poema della Natura
Con una immagine invernale del Santo Pentacolo,
Guardo sopra la testa del Genio Alato,
Figurarsi lo stesso Simbolo, ma Inverso,
Che si staglia sulla vetta del Monumento
Al Traforo del Frejus,
Mentre Lucifero mi mostra con il dito
La vera dimora da cui sono sorto e in cui tornerò:
L'Oltretomba immenso.
Intanto arrivano il mio tramezzino e il mio Becerin,
Bevanda preferita dal Cavour che mi ricorda
Epoche passate di nobili cospiratori,
Volti al fine di realizzare un'Unità d'Italia,
Che oggi ancora pochi paiono desiderare,
Ma come preso da un presentimento,
Torno indietro tra le pagine e leggo ancora:
- The mind of man is framed even like the breath
And harmony of music; there is a dark
Invisible workmanship that reconciles
Discordant elements, and makes them move
In one society. -
E mi chiedo, o Preludio, o Poema Alchemico,
Se Wordsworth non avesse colto quella corrente sotterranea,
Che come un'infinita musica muove, come asseriscono i Pitagorici,
Le Sfere tutte, le persone sedute attorno a me che parlano,
I moti dell'animo, le vite degli animali e dei metalli,
E non avesse salito quella aspra scalinata,
Che fatta di sofferenza e di biasimo porta all'Amore Universale,
E a quella Mente Universale che lo muove
Sotto la serpentina sferza di Discordia suo Motore.
E intanto è un passerotto che decide di banchettare con me,
Ed io gli offro con cautela, non voglio spaventarlo,
Pezzi del mio tramezzino, e ciò mi fa chiedere di me stesso:
- Chi è costui che mi pare simile a un Dio?
Perché sorpreso da un forse effimero Amore per ogni cosa,
Mi sento depositario degli Antichi Misteri dei Druidi,
Ma poi finisce il mio pane, torna il passerotto ne chiede ancora,
E' tutto inzuppato di pioggia e mi dispiace,
Mi guarda fisso negli occhi e io mi sento in colpa,
In segno di resa sollevo le mani ma poi le distendo
Nel Segno di Theoricus, il migliore per comunicare
Con le creature dell'aria e gli dico che è finito,
Non ne ho più mi dispiace e se ne va,
Ma mi rimane come un'inconscia sensazione
Che tornerà dopo e non mi è difficile
Chiedere un altro tramezzino e tenerlo da parte per un po'.
- A structure famed
Beyond its neighbourhood, the antique walls
Of that large abbey which within the Vale
Og Nightshade, to St.Mary's honour built,
Stands yet a mouldering pile with fractured arch,
Belfry, and images, and living trees,
A holy scene! -
Ma la mia mente si distrae e capovolge ogni cosa,
Ed immagina da quei luoghi sinistri e dirupati,
Muoversi Spettri e Fantasmi e Diavoli in widdershins,
Cantando una vecchia canzone inintelligibile,
Perchè viene iniziata al punto fermo e terminata
Proprio alla prima maiuscola,
Non è forse l'Inghilterra luogo d'origine del Romanzo Gotico?
Ma è un Simbolo di Vita e di Amore a spezzare
Le mie macabre riflessioni, perché è tornato,
E' tornato, il passerotto, è tornato
Come mi aveva promesso!
Ed è dolcissimo per me spezzare il pane,
E donargli qualcosa della mia vita ancora esterna a me,
E del mio tempo, e del mio affetto,
Comunicando con lui questa linea sottile,
Che mi pare si erga eterea tra le onde della vita,
Ma trovo anche un'occasione
Per nutrire un altro passerotto e due colombi.
E quando loro se ne vanno, anch'io ormai mi alzo
Per proseguire il mio percorso senza dimora o mèta,
E mi allontano pensando malinconicamente
A quanto sia difficile e pericoloso, ma infinitamente dolce
Aver nutrito e cresciuto ed ospitare l'anima
Di un nobile anglosassone nel corpo privo di titoli
Di un borghese italiano timoroso del futuro e della vita,
Gracile e senza speranza nei confronti dei colpi del destino,
Ed a come mi sia difficile manifestare l'Amore che provo.
Ma ciò è abbastanza: - Enough that I am free.
Il Treno
Il treno si allontana,
Mentre il Sole ruggisce dall'alto,
Con grinta di Leone,
E tu guardi le stelle
Riflettersi nei tuoi occhi,
Ognuna come un istante
D'un abisso incolmabile.
Il treno si allontana,
Mentre tuonano i binari
Con rombo di titaniche campane,
E tu guardi le onde
Incresparsi sopra gli scogli
Della tua malinconia
Che non ha fine.
Il treno si allontana,
Mentre gli specchi del tempo
Alludono a giochi di luce,
E tu osservi il dirupo
Che porta al tuo presente,
E non ti stanchi di un percorso
Il cui orizzonte è rovesciato.
Il treno si allontana,
Mentre divari pieni di presentimento
Si affacciano su un nuovo pensiero,
E non ti accorgi più
Che manca ormai da tempo
Quel qualcosa che sceso dalle stelle,
Ti tendeva la mano.
Mentre il Sole ruggisce dall'alto,
Con grinta di Leone,
E tu guardi le stelle
Riflettersi nei tuoi occhi,
Ognuna come un istante
D'un abisso incolmabile.
Il treno si allontana,
Mentre tuonano i binari
Con rombo di titaniche campane,
E tu guardi le onde
Incresparsi sopra gli scogli
Della tua malinconia
Che non ha fine.
Il treno si allontana,
Mentre gli specchi del tempo
Alludono a giochi di luce,
E tu osservi il dirupo
Che porta al tuo presente,
E non ti stanchi di un percorso
Il cui orizzonte è rovesciato.
Il treno si allontana,
Mentre divari pieni di presentimento
Si affacciano su un nuovo pensiero,
E non ti accorgi più
Che manca ormai da tempo
Quel qualcosa che sceso dalle stelle,
Ti tendeva la mano.
Ogni mattina
Ogni mattina
Aprendo gli occhi,
Vedo un registro di classe
Che porta il mio nome,
La copertina è di un bel blu scuro,
Che mi ricorda il cielo serale,
E vedo i ragazzi entrare,
Pieni dei loro problemi,
Che nessuno mai ascolta
( Così ne parlano tra loro ),
E m'immagino insegnargli
La filosofia e la storia,
E la Gloria Antica d'Europa;
Ma loro che pensano ad altro,
Poi si preoccupano ad essere chiamati.
E dopo, durante la ricreazione,
I gruppetti nel corridoio,
Che parlano, ridono, scherzano,
Parlando di cose semplici,
Forse ripassano l'interrogazione.
Uno rimane solo, mangia la merenda,
E si formano nel corridoio
Le prime tenere coppie,
Conoscono l'amore, pensano a un futuro,
Che probabilmente non si avvererà.
Ogni notte chiudendo gli occhi,
Penso a come la giornata sia diversa,
A come per me sia strano,
Sapermi un non-morto da ormai molti anni,
Perché non sapevo concentrare la Volontà
Verso un unico scopo;
Ma ora che sto limando questo dono,
Verso che cosa lo focalizzerò?
Penso, cadendo nel sonno,
Che domani sarà diverso:
La mia anima sarà trasmigrata
Nel mondo dell'Immaginazione.
( Cominciata leggendo, scritta piangendo, terminata pensando ).
Aprendo gli occhi,
Vedo un registro di classe
Che porta il mio nome,
La copertina è di un bel blu scuro,
Che mi ricorda il cielo serale,
E vedo i ragazzi entrare,
Pieni dei loro problemi,
Che nessuno mai ascolta
( Così ne parlano tra loro ),
E m'immagino insegnargli
La filosofia e la storia,
E la Gloria Antica d'Europa;
Ma loro che pensano ad altro,
Poi si preoccupano ad essere chiamati.
E dopo, durante la ricreazione,
I gruppetti nel corridoio,
Che parlano, ridono, scherzano,
Parlando di cose semplici,
Forse ripassano l'interrogazione.
Uno rimane solo, mangia la merenda,
E si formano nel corridoio
Le prime tenere coppie,
Conoscono l'amore, pensano a un futuro,
Che probabilmente non si avvererà.
Ogni notte chiudendo gli occhi,
Penso a come la giornata sia diversa,
A come per me sia strano,
Sapermi un non-morto da ormai molti anni,
Perché non sapevo concentrare la Volontà
Verso un unico scopo;
Ma ora che sto limando questo dono,
Verso che cosa lo focalizzerò?
Penso, cadendo nel sonno,
Che domani sarà diverso:
La mia anima sarà trasmigrata
Nel mondo dell'Immaginazione.
( Cominciata leggendo, scritta piangendo, terminata pensando ).
Il suono
E' un suono che si perde in lontananza,
Quello che muove i sogni nella via,
Ricordi che si perdono in distanza,
E del futuro che sia quel che sia,
Ed ogni cosa non mi sembra mia,
L'andar di luogo in luogo, stanza in stanza,
Mentre una triste e remota follia,
Mi par di questa vita quanto avanza.
Non è nient'altro ch'un sogno intessuto
In un arazzo di splendida seta,
D'oro e di perle, di fine velluto,
Pur d'ogni cosa nessuna è concreta,
Ed il disegno rimane incompiuto,
Giacché la trama è tutta segreta.
Quello che muove i sogni nella via,
Ricordi che si perdono in distanza,
E del futuro che sia quel che sia,
Ed ogni cosa non mi sembra mia,
L'andar di luogo in luogo, stanza in stanza,
Mentre una triste e remota follia,
Mi par di questa vita quanto avanza.
Non è nient'altro ch'un sogno intessuto
In un arazzo di splendida seta,
D'oro e di perle, di fine velluto,
Pur d'ogni cosa nessuna è concreta,
Ed il disegno rimane incompiuto,
Giacché la trama è tutta segreta.
Nel crepuscolo
Mi porto sulle tue sponde,
O fiume antico,
Per ascoltare ancora una volta
La tua musica celeste,
Mentre la sera scende,
E coltri di buio
Affondano le ultime luci
Del sole,
E gli orgogliosi splendori
Del tramonto.
Chiudo gli occhi,
Mantenendo il silenzio,
Ora che il traffico cittadino
E' per lo più estinto,
Fino al prossimo risveglio,
Ed ascolto il quieto
Rimbombo delle tue acque.
Mentre reminescenze
Si svegliano.
Ed affiorano dal passato
Antichi spettri,
E soffici fantasmi,
Momenti di gioia,
E di dolore,
Immagini estatiche
Provenienti da un Oltremondo
Fatto di passioni
E di veritiere profezie.
Così è un istante
Soltanto,
Quello che permette
La mutazione,
E non esiste più né luce né fiume,
Ma fatti cosa unica,
Le acque scorrono attraverso di me.
E l'anima scroscia
Nel costante divenire senzaforma.
O fiume antico,
Per ascoltare ancora una volta
La tua musica celeste,
Mentre la sera scende,
E coltri di buio
Affondano le ultime luci
Del sole,
E gli orgogliosi splendori
Del tramonto.
Chiudo gli occhi,
Mantenendo il silenzio,
Ora che il traffico cittadino
E' per lo più estinto,
Fino al prossimo risveglio,
Ed ascolto il quieto
Rimbombo delle tue acque.
Mentre reminescenze
Si svegliano.
Ed affiorano dal passato
Antichi spettri,
E soffici fantasmi,
Momenti di gioia,
E di dolore,
Immagini estatiche
Provenienti da un Oltremondo
Fatto di passioni
E di veritiere profezie.
Così è un istante
Soltanto,
Quello che permette
La mutazione,
E non esiste più né luce né fiume,
Ma fatti cosa unica,
Le acque scorrono attraverso di me.
E l'anima scroscia
Nel costante divenire senzaforma.
La tabaccaia
Sei uscita
Di tra le nappe
Che separano il negozio
Dal retrobottega,
Come una Venere tenebrosa
Che spezza le catene
Formate dalla pioggia,
Tra le inarrestabili spume marine;
Come un Angelo
Che sorge dall'Abisso,
Avvolto dalle fiamme della passione,
E da una corona
Di Luce e di Gioia.
Attorno a noi soli,
Macchine per il gioco d'azzardo,
Piccoli premi per piccole fortune,
Schede contrassegnate
Da numeri aleatori,
Pacchetti senza fine
Di sigarette, sigari, dolciumi,
Di ogni vizio permesso
E lucrativo per la società
- O almeno per parte di essa -
Come in uno dei più alti
Gironi dell'Inferno.
Io come allibito
Dallo splendore
Della tua presenza,
Dal magnetico magma
Che stillava dalla tua aura,
E invisibile
Permeava il più riposto
Anfratto della Cerchia,
Silenzioso meditavo
Come ogni parola,
Fosse inadatta a te.
Ma il Cielo sa cosa avrei fatto
Di quell'importuno banco che ci separava.
Di tra le nappe
Che separano il negozio
Dal retrobottega,
Come una Venere tenebrosa
Che spezza le catene
Formate dalla pioggia,
Tra le inarrestabili spume marine;
Come un Angelo
Che sorge dall'Abisso,
Avvolto dalle fiamme della passione,
E da una corona
Di Luce e di Gioia.
Attorno a noi soli,
Macchine per il gioco d'azzardo,
Piccoli premi per piccole fortune,
Schede contrassegnate
Da numeri aleatori,
Pacchetti senza fine
Di sigarette, sigari, dolciumi,
Di ogni vizio permesso
E lucrativo per la società
- O almeno per parte di essa -
Come in uno dei più alti
Gironi dell'Inferno.
Io come allibito
Dallo splendore
Della tua presenza,
Dal magnetico magma
Che stillava dalla tua aura,
E invisibile
Permeava il più riposto
Anfratto della Cerchia,
Silenzioso meditavo
Come ogni parola,
Fosse inadatta a te.
Ma il Cielo sa cosa avrei fatto
Di quell'importuno banco che ci separava.
Tockus nasutus
Mi sembri più leale di Attilio Regolo nella sua prigione,
O di Annibale nel suo esilio,
Più stoico di Trasea Peto o di Lucio Anneo,
Più coraggioso di Alessandro o del Divo Giulio,
Più elegante di Petronio e più eloquente di Tullio,
Pure il tuo occhio è velato di sofferenza,
E di paura,
Ma non un lamento esprime la tua fisionomia.
Vorresti volare,
Fuggire da quella mano che non conosci,
E riprendere le infinite strade dei cieli
Per raggiungere i tuoi cuccioli,
E la tua femmina,
Che ti aspettano in una piccola buca,
Fatta in un albero e riparata con semplici mattoni
Di fango, sterco, e polpa di frutti.
Aspettavi deliziato
Con la femmina paziente
La crescita dei piccoli,
Per abbattere il riparo, ricostruendolo per loro,
Cosicché poteste nutrirli insieme,
Tu e lei.
Ma ti alzerai ancora nel tuo volo ondulato!
Ti prometto che troverai ancora
Frutti, rettili e insetti,
Per nutrire chi ti attende.
Giacché la mano
Che ti ha catturato,
E' di un uomo buono,
Che ti sa malato,
E vuole curarti.
Ci riuscirà,
Sarà lui in realtà a permetterti
Di vedere il volo dei tuoi cuccioli.
E forse un giorno,
Pervaso da un nuovo benessere,
Andrai a cercarlo,
Portando con te in volo
Tutta la tua famiglia.
Ma lui non ci sarà,
Altri impegni lo attendono,
Altre vite da salvare.
O di Annibale nel suo esilio,
Più stoico di Trasea Peto o di Lucio Anneo,
Più coraggioso di Alessandro o del Divo Giulio,
Più elegante di Petronio e più eloquente di Tullio,
Pure il tuo occhio è velato di sofferenza,
E di paura,
Ma non un lamento esprime la tua fisionomia.
Vorresti volare,
Fuggire da quella mano che non conosci,
E riprendere le infinite strade dei cieli
Per raggiungere i tuoi cuccioli,
E la tua femmina,
Che ti aspettano in una piccola buca,
Fatta in un albero e riparata con semplici mattoni
Di fango, sterco, e polpa di frutti.
Aspettavi deliziato
Con la femmina paziente
La crescita dei piccoli,
Per abbattere il riparo, ricostruendolo per loro,
Cosicché poteste nutrirli insieme,
Tu e lei.
Ma ti alzerai ancora nel tuo volo ondulato!
Ti prometto che troverai ancora
Frutti, rettili e insetti,
Per nutrire chi ti attende.
Giacché la mano
Che ti ha catturato,
E' di un uomo buono,
Che ti sa malato,
E vuole curarti.
Ci riuscirà,
Sarà lui in realtà a permetterti
Di vedere il volo dei tuoi cuccioli.
E forse un giorno,
Pervaso da un nuovo benessere,
Andrai a cercarlo,
Portando con te in volo
Tutta la tua famiglia.
Ma lui non ci sarà,
Altri impegni lo attendono,
Altre vite da salvare.
Misticismo
Abbatterò ogni pensiero,
Come si fa con un ostacolo,
Che ostruisce la mia strada,
E saranno i miei sentimenti
Come tavole
Sopra le quali attraversare
Gli impetuosi torrenti
Della memoria;
Per arrivare a concentrare
La mia Volontà
Verso il Trono sul suo Carro,
Con la sottigliezza e la potenza
Di un laser.
Come si fa con un ostacolo,
Che ostruisce la mia strada,
E saranno i miei sentimenti
Come tavole
Sopra le quali attraversare
Gli impetuosi torrenti
Della memoria;
Per arrivare a concentrare
La mia Volontà
Verso il Trono sul suo Carro,
Con la sottigliezza e la potenza
Di un laser.
Gothick
Oggi è una passeggiata sinistra
Quella che faccio nella sera,
Non consola il paesaggio la vista,
Mi circonda la tristezza mera,
E' come andar nei regni del dolore,
Muover nella nebbia e nella notte,
Ed è ferruginoso il sapore
Dell'aria mentre muove a mezzanotte,
Spuntano un poco lapidi e tombe,
Ma i nomi sopra sono cancellati,
E persino il dolore soccombe,
Pensando a quei che se ne sono andati,
In lontananza l'ululìo dei lupi
Strilla all'avanzar di luna piena,
Ed i moti dell'animo son cupi,
Fermando il sangue a mezzo della vena.
I passi di famelici vampiri,
Che si muovon come predatori,
Bloccano i frenetici sospiri
Di quegli amanti avanti negli amori.
Uno scuotere fremente di catena
Riecheggia spaventoso tra le stanze
D'un monastero che si sporge appena
Da rocciose e ripide abbondanze,
I frati nelle lor piccole celle
Vorrebbero dormire ed han paura,
Che quel poco di riparo non si svelle,
Ed esca qualche orribile creatura.
Io avanzo nella notte tenebrosa,
Mi guardo attorno, tremo, e poi mi fermo,
So bene che nessuno ormai riposa,
Nella città vivace oppur nell'ermo,
Ma giunto son nei pressi d'una statua,
Ma non è quella del Commendatore,
Seppure la sua funzion gli è invero mutua,
Ch'essa è dell'Angelo Sterminatore,
Sul piedistallo trovo antica scritta,
La leggo riflettendo nella mente.
Con lo scalpello essa è stata infitta,
E credo mi sarà sempre presente:
- Dall'umile artigiano all'Alto Ingegno,
Ognuno fenderà questa mia spada,
E' la livella l'unico disegno,
Dove vi porterà ogni contrada,
Che siate nel dolor, angoscia o noia,
Dovrete nel mio antro penetrare,
E se avrete nella vita un po' di gioia,
Sarà anche peggio, poi, l'abbandonare. -
Quella che faccio nella sera,
Non consola il paesaggio la vista,
Mi circonda la tristezza mera,
E' come andar nei regni del dolore,
Muover nella nebbia e nella notte,
Ed è ferruginoso il sapore
Dell'aria mentre muove a mezzanotte,
Spuntano un poco lapidi e tombe,
Ma i nomi sopra sono cancellati,
E persino il dolore soccombe,
Pensando a quei che se ne sono andati,
In lontananza l'ululìo dei lupi
Strilla all'avanzar di luna piena,
Ed i moti dell'animo son cupi,
Fermando il sangue a mezzo della vena.
I passi di famelici vampiri,
Che si muovon come predatori,
Bloccano i frenetici sospiri
Di quegli amanti avanti negli amori.
Uno scuotere fremente di catena
Riecheggia spaventoso tra le stanze
D'un monastero che si sporge appena
Da rocciose e ripide abbondanze,
I frati nelle lor piccole celle
Vorrebbero dormire ed han paura,
Che quel poco di riparo non si svelle,
Ed esca qualche orribile creatura.
Io avanzo nella notte tenebrosa,
Mi guardo attorno, tremo, e poi mi fermo,
So bene che nessuno ormai riposa,
Nella città vivace oppur nell'ermo,
Ma giunto son nei pressi d'una statua,
Ma non è quella del Commendatore,
Seppure la sua funzion gli è invero mutua,
Ch'essa è dell'Angelo Sterminatore,
Sul piedistallo trovo antica scritta,
La leggo riflettendo nella mente.
Con lo scalpello essa è stata infitta,
E credo mi sarà sempre presente:
- Dall'umile artigiano all'Alto Ingegno,
Ognuno fenderà questa mia spada,
E' la livella l'unico disegno,
Dove vi porterà ogni contrada,
Che siate nel dolor, angoscia o noia,
Dovrete nel mio antro penetrare,
E se avrete nella vita un po' di gioia,
Sarà anche peggio, poi, l'abbandonare. -
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