Lasciami penetrar nel tuo frutteto,
Innaffiato da languidi ruscelli,
Decorato da prati dolci e belli,
No! Non oppormi più nessun divieto.
Alle tue fonti sempre io disseto
Quell'ansia di cui vuoi che ti favelli,
Tra frasi, rime, e decorati orpelli,
Che a sopportar è aspra come aceto.
I monti come coppe rovesciate,
Si staglian sulla tua rosea pianura,
Mentre due lune vagheggianti e ambrate
Esprimono l'assenza di ogni cura;
E le emozioni vengono appagate
Vibrando piene nell'estasi pura.
domenica 30 dicembre 2007
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