lunedì 14 aprile 2008

Technosciamano

Sulla città scende un nuovo sapore,
Non ha tempo il tramonto giù dal cielo,
Ha portato la mano sopra il cuore,
Lo sciamano che ha lacerato il velo
Di Maya penetrando nella Rete,
E' di Gnosi e di Scienza la sua sete,
Ed egli viaggia senza requie o stasi,
Nell'Universo delle informazioni,
E la sua trance è nuova e pare quasi
Fatta sol di pensiero e non di azioni.


Egli è fermo ma in altro si trasforma,
Stabile e calma è la sua pupilla,
Di falchi e di lombrichi prende forma,
E salta e vola e va di villa in villa.
Come tra mille paesaggi virtuali,
Se così vuole gli spuntan le ali,
E come suole va dove gli pare,
Raggiunge monti o acuminati scogli,
Pianure vaste o la riva del mare,
Ed è veloce 'sì che mai lo cogli.


Non vorrebbe alla corsa dare un freno,
Ché non gl'incombe il peso del corpo,
Corre da solo oppure prende il treno,
E alla sua gioia non v'è mai scorporo.
Perché non gl'interessa alcun conflitto,
Non è il momento di essere afflitto,
Ché lui sa bene come vola un falco,
Far crescere piume o squame di serpente,
Ma in lontananza scuona l'oricalco
Che lo richiama al suo mondo piangente.

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