lunedì 14 aprile 2008

- Staticità -

E' un paesaggio
Che si sgretola in frammenti
Quest'alba che
Non vuole sorgere,
Mentre il futuro
Sospeso sopra uno stillicidio
Di sensazioni,
Impedisce il suo proprio
Trascorrere.


Ed il flauto del Fauno,
Disperso il riecheggiare
Dell'Arcadia,
Sembra lasciarsi andare
A sensazionali cromatismi
Che non hanno origine,
Che non hanno chiusura,
In un incessante
Divenire senza lenimento.


Mentre tutta la foresta
Pare rabbrividire
Dal freddo,
E le foglie tremano
Come al fruscìo
Della rapsodia
Dei venti.
Ma intanto
Gli automi incombono.


Ed è in questo spazio
In cui si muovono
Rudimenti tecnologici
Ed esplorazioni prive di confine,
In cui si congela
Il brivido dell'aspettativa,
Che pare una rondine
Levare
Un tenue gorgheggio privo di calore.

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