lunedì 14 aprile 2008

Necronomicon

Omaggio ad Howard Phillips Lovecraft
[ - Poesia liberamente ispirata ad un fatto realmente accaduto - ]


Di soppiatto nella legatoria
Entro a prelevar la copia mia
Del libro che si crede non esista,
Seppur più d'uno l'abbia avuto in vista,
E' un volume pieno di fatti strani,
Solo ad aprirlo tremano le mani,
Ci sono resoconti d'un passato,
Che segnò al mondo spaventoso fato,
Ci sono misteriose evocazioni,
Portali sopra mondi ed illusioni,
Ma molti che li hanno attraversati,
Si dice che non siano più tornati,


Perché dispersi in lande misteriose,
Dove si han creature spaventose,
Shoggoth che si muovon nella notte,
Licantropi e vampiri a grandi frotte.
Nell'isola di R'lyeh sotto l'oceano,
Coperta dalle acque che mareano,
Il Grande Cthulhu attende riposando,
Mentre gli astri si vanno organizzando,
Perché riemerga l'isola perduta,
Che pure s'è nascosta non è muta,
Ché i Grandi Antichi mandano messaggi,
A quei che, pazzi, vollero esser saggi.


" Non è morto ciò che eterno può attendere,
Ché passando Eoni si può fendere
Anche il velo di morte. " Così leggo,
Mentre seduto in casa al banco seggo,
Che fu ospite a studi più sereni,
Ed ora immerso in psichici veleni,
Decifro numerosi righi arcani,
Scritti in caratteri che non umani
Sembrano e sovviene la paura
Di irromper oltre quelle antiche mura,
Ma più forte di essa è l'interesse
Per l'inquietante e segreta messe


Di parole che vanno oltre il pensiero.
Così mi preparai ad agire e invero
Puntai il dito su uno dei Sigilli,
Disegnato tra sinistri cavilli,
Preparai la psiche a meditare
Per passare l'incognito Portale,
Ben presto svenni, ed al mio risveglio,
Non potrei dir ch'andasse molto meglio,
Pioveva infatti proprio dal soffitto
Della mia stanza, ed era molto fitto
Quel ricadere d'acque nel mio ostello,
Così pensai di prendere l'ombrello,


Ma come prestar fede all'illusione,
Sarebbe stata una tale azione,
Così mi feci forza e chiusi gli occhi,
A difesa da quei mentali stocchi,
Il sonno venne presto a ristorarmi,
E da tale spavento rinfrancarmi.
Da quel libro non ho più tratto frutte,
All'alba le coperte erano asciutte.

Nessun commento: