domenica 13 gennaio 2008

La morte di Katherine Mansfield

Non so perchè venni qui,
Se avrei potuto contare qualche giorno in più,
O scrivere ancora una storia breve,
Così come effimera fu la mia triste vita.
Conobbi l'amore dei libri,
E spesso mi fu difficile
Trovare qualcuno con cui condividerli,
Ma che gioia quando accadeva!
Allora si dissolvevano in vapore
I restanti affanni, e i mille dolori provati,
Quando mi sentivo sola tra la gente.
Quand'erano gli stessi i volumi
Che commentavamo insieme!
E le difficoltà affrontate,
L'impossibilità di emergere,
E la frustrazione
Di vedere negletti
Quei miei cari scritti che pur tanto amavo.


E poi venne la desolazione
Della tubercolosi a ricordarmi
Del disinganno di Miss Brill,
E quante cure provai! Quanto invano!
Giunsi qui, forse per trovarvi la guarigione,
Forse per cercare qualcosa, non so,
Ma fui accolta da questi
Arcangeli vestiti semplicemente,
Che mi porgevano cure ed amore,
Dipingendo stelle ed angeli
Sulle mie personali pareti di legno.


Qui nel mio letto ero sdraiata,
Come una regina morente,
Il latte fu il mio farmaco,
La mucca la mia infermiera;
E fu così che seppi,
Ma non dissi nulla,
Che dovevo accettare
Il mio amaro destino,
E che non c'era ancora via di fuga.
Pur scomparve il dolore,
Per lasciar luogo
Alla serenità.


Perché compresi anche
Che mi era stato permesso
Di morire come a pochi mortali è concesso.
I dipinti mi aprivano le porte del Cielo,
E le stelle riversavano su di me
I raggi dell'Infinito,
Io inspiravo ed espiravo Amore.
Solo allora appresi
Quanto grande già era
Il conforto
Alle mie infinite sofferenze.


E spirai sorridendo.

Nessun commento: