A Voi mi rivolgo,
A Voi il cui Nome è Luce,
Voi che schiacciate
Sotto i Vostri troni dorati,
I perfidi Arconti del Male,
Che regnano su questo mondo,
Al comando del Sire Ialdebaoth,
Essi il cui volto è d'aquile dai cento occhi,
Il cui petto è fatto di facce mostruose,
Le cui dita sono serpenti, e le braccia
Terreni devastati scossi da venature come aspidi,
E le cui gambe sono colossali
Come montagne di pece nera.
A Voi mi rivolgo,
Voi il cui Nome è Luce,
ChiedendoVi perché assegnaste
Il Vostro messaggio,
Sempre agli umili e ai poveri,
Altri ci sono,
Ricchi e potenti,
Forniti di mezzi,
Che più agevolmente
Porterebbero il Vostro messaggio,
Dalla sicurezza agirebbero,
Certi di essere seguiti,
Ed ascoltati.
Ma Voi mi rispondete,
Voi il cui Nome è Luce,
Che è nel campo più povero,
Che nascendo il fiore,
Risplende maggiormente,
Nobilitato
Dalle sue grandi sofferenze,
Il cui unico scopo è fragranza
D'aromi fioriti,
Tale da essere
Vera vita che dà la vita,
Supremo ristoro
Per colui che cerca.
Allora che scuota i cieli
La Vostra folgore,
A illuminare la via
Del viandante sperduto.
Perchè esistono potenze dell'Alto,
E del Bene, Essenze Superiori,
E potenze del Basso e del Male,
Essenze Inferiori preposte all'Abisso,
Che amministrano la putrefazione,
Fatte di vermi, scarafaggi e amare bestie.
Sia la Via dell'uomo cortese e saggia,
E Voi costruite attorno a me la Vostra fortezza,
Cossicché io proceda sicuro sul Vostro cammino.
giovedì 31 gennaio 2008
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