Mi sembri più leale di Attilio Regolo nella sua prigione,
O di Annibale nel suo esilio,
Più stoico di Trasea Peto o di Lucio Anneo,
Più coraggioso di Alessandro o del Divo Giulio,
Più elegante di Petronio e più eloquente di Tullio,
Pure il tuo occhio è velato di sofferenza,
E di paura,
Ma non un lamento esprime la tua fisionomia.
Vorresti volare,
Fuggire da quella mano che non conosci,
E riprendere le infinite strade dei cieli
Per raggiungere i tuoi cuccioli,
E la tua femmina,
Che ti aspettano in una piccola buca,
Fatta in un albero e riparata con semplici mattoni
Di fango, sterco, e polpa di frutti.
Aspettavi deliziato
Con la femmina paziente
La crescita dei piccoli,
Per abbattere il riparo, ricostruendolo per loro,
Cosicché poteste nutrirli insieme,
Tu e lei.
Ma ti alzerai ancora nel tuo volo ondulato!
Ti prometto che troverai ancora
Frutti, rettili e insetti,
Per nutrire chi ti attende.
Giacché la mano
Che ti ha catturato,
E' di un uomo buono,
Che ti sa malato,
E vuole curarti.
Ci riuscirà,
Sarà lui in realtà a permetterti
Di vedere il volo dei tuoi cuccioli.
E forse un giorno,
Pervaso da un nuovo benessere,
Andrai a cercarlo,
Portando con te in volo
Tutta la tua famiglia.
Ma lui non ci sarà,
Altri impegni lo attendono,
Altre vite da salvare.
domenica 8 giugno 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento