Sei uscita
Di tra le nappe
Che separano il negozio
Dal retrobottega,
Come una Venere tenebrosa
Che spezza le catene
Formate dalla pioggia,
Tra le inarrestabili spume marine;
Come un Angelo
Che sorge dall'Abisso,
Avvolto dalle fiamme della passione,
E da una corona
Di Luce e di Gioia.
Attorno a noi soli,
Macchine per il gioco d'azzardo,
Piccoli premi per piccole fortune,
Schede contrassegnate
Da numeri aleatori,
Pacchetti senza fine
Di sigarette, sigari, dolciumi,
Di ogni vizio permesso
E lucrativo per la società
- O almeno per parte di essa -
Come in uno dei più alti
Gironi dell'Inferno.
Io come allibito
Dallo splendore
Della tua presenza,
Dal magnetico magma
Che stillava dalla tua aura,
E invisibile
Permeava il più riposto
Anfratto della Cerchia,
Silenzioso meditavo
Come ogni parola,
Fosse inadatta a te.
Ma il Cielo sa cosa avrei fatto
Di quell'importuno banco che ci separava.
domenica 8 giugno 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento