domenica 8 giugno 2008

Ogni mattina

Ogni mattina
Aprendo gli occhi,
Vedo un registro di classe
Che porta il mio nome,
La copertina è di un bel blu scuro,
Che mi ricorda il cielo serale,
E vedo i ragazzi entrare,
Pieni dei loro problemi,
Che nessuno mai ascolta
( Così ne parlano tra loro ),
E m'immagino insegnargli
La filosofia e la storia,
E la Gloria Antica d'Europa;
Ma loro che pensano ad altro,
Poi si preoccupano ad essere chiamati.
E dopo, durante la ricreazione,
I gruppetti nel corridoio,
Che parlano, ridono, scherzano,
Parlando di cose semplici,
Forse ripassano l'interrogazione.
Uno rimane solo, mangia la merenda,
E si formano nel corridoio
Le prime tenere coppie,
Conoscono l'amore, pensano a un futuro,
Che probabilmente non si avvererà.


Ogni notte chiudendo gli occhi,
Penso a come la giornata sia diversa,
A come per me sia strano,
Sapermi un non-morto da ormai molti anni,
Perché non sapevo concentrare la Volontà
Verso un unico scopo;
Ma ora che sto limando questo dono,
Verso che cosa lo focalizzerò?
Penso, cadendo nel sonno,
Che domani sarà diverso:
La mia anima sarà trasmigrata
Nel mondo dell'Immaginazione.

( Cominciata leggendo, scritta piangendo, terminata pensando ).

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