Anche le stelle solitarie
Sognano di te,
Mentre placida e intenta
Rimiri i tuoi fluenti capelli
Nell'acque del fiume;
Alle tue spalle
E' il trambusto della città,
Ma i fari notturni di essa,
Come statiche lucciole friniscono,
Laodicea,
Che guardi in silenzio il tuo viso.
Poi deforma il tuo volto
Una lacrima dolce che cade,
E ti par che non sia più te stessa,
Ché ripensi alle settimane folli,
Passate, ormai dietro le tue spalle,
Agli scacchi rovesciati,
Ai tuoi veloci e inappaganti amori,
Ai Tarocchi sparsi su un ripiano
Che non daranno più molte risposte,
Alla musica, deliziosa e tenue,
D'un piano che si perde in lontananza.
Quel tuo volto, che quasi non conosci,
Laodicea, che ti perdi nel passato,
E ti accorgi che non hai più un tuo futuro,
Rifletti nell'acqua che veloce scorre,
Questa vita di rapidi scambi,
Sapendo di quel muro che ti esclude
Da ogni desiderio o tuo progetto,
Non speri più neanche in una cura,
Che possa liberarti dal tuo male,
E intanto piangi piano e ti domandi
Se non c'era per te vita migliore.
Ma non sai che per te verrà la Grazia,
Che tu tra tante altre sarai scelta,
Non privo di pietà sarà il dolore,
Che fu per te come ombra fedele,
Perché tutte le genti t'ameranno,
Sarai per loro segno di bellezza,
Chiunque proverà per te passando,
Un brivido d'amore e di dolcezza,
Ogni fiume sarà per te uno specchio,
Perché sarai di donna fatta fiore,
'Sì bello da commuovere ogni cuore.
domenica 8 giugno 2008
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