Spersi come nel soffio dell'anima,
Un fuoco di languore che non si estingue,
E dalla roccaforte diroccata
Si sprigionano le ultime tracce del tempo.
Non si nota come un bagliore
Che si dipana all'orizzonte ricordando un'aurora
Sorta precedentemente sopra antiche età.
E l'attimo che suona un peana di momenti,
S'intreccia nel vorticare delle nuvole,
Che sembrano quasi in attesa di piangere.
Come antiche monete dissepolte da anfratti
Chiusi sopra di esse dal muoversi delle città,
Mi pare che questa attesa di qualcosa che giunga
Si scuota tintinnando, e non arriva mai.
Ma il fremito che contraddistingue l'atmosfera
Che radiosa porta dall'uno all'altro i suoi viaggi
Non nasconde nulla che da esso sia velato,
E un unico raggio di sole sembra dirigersi
Dall'orizzonte fino al centro dell'essere,
Mentre un trillo lontano sembra presagire
Quello che si vedrà dall'ombra della notte.
sabato 23 febbraio 2008
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