martedì 20 novembre 2007

Nostalgia per il mondo antico

Lascia che il vento gonfi le ali
Del ligneo veliero privo di insegne,
Mentre risalgo il fiume che dà la vita,
Volgendo lo sguardo verso i cieli,
E verso quel Nilo delle altre terre.
Possa io rivivere, ultimo viaggiatore,
Le piramidi che si stagliano acute,
La sfinge regina, sorriso della Monnalisa,
Adesso che non è crepato dai cannoni,
E più oltre si stagliano in una coda senza fine
Le milizie trionfanti di Ramesse II verso Qades,
I carri e le lance risplendono al sole,
Chiudendo i miei occhi feriti.


Dove sei Napoleone ora? Dove sei?
Incalza il tuo sguardo da quel sovrano,
La tua precedente incarnazione? Il tuo regime?
Sole di bronzo, sole di acciaio di cannoni,
Sole spezzato sulle infinite cuspidi di Marte,
Ma adesso è il regno dei sacerdoti
Mentre il coccodrillo si sporge oltre la nave,
Salendo a fatica sulle sponde limacciose,
E i contadini più lontano ancora,
Agitano senza tregua gli strumenti di lavoro.
Il sacro ibis si posa sull'albero della nave,
Ma io mi allontano dalla Terra Nera,
Varcando i confini del delta.


Mediterraneo, Mediterraneo, amato mare
I più gran tesori brillarono nelle tue acque,
Centro un tempo del mondo, ora d'Europa,
Quanti ori, anfore, e archibugi hai visto?
Ma adesso una nave ci incrocia da Creta,
Ci inviano saluti i marinai amichevoli,
Rispondiamo perché il viaggio è senza fine,
Ma unico il porto di tutti.
E ancora prosegue, si allontana la nave,
Giungendo all'Arcadia ricca di meraviglie,
Insondabile abisso di tesori e delizie,
Terra sempre richiesta, mai più raggiunta.


E giovani coronati di fiori oltre la sponda,
Portano sui manti un rosso passionale,
Correndo alla frenetica cadenza dei ditirambi
Del Dio dei virgulti senza tempo dell'ebbrezza,
Si incontrano al centro della piana,
Ma più oltre, più oltre va la nave,
Oltre i tumulti di Scilla e Cariddi impetuose,
Raggiunge Roma circondata dai nemici,
E Numa che ne fondò il sacro culto
( Ne fu complice la ninfa Egeria ),
Ricordando le prescrizioni dei giuristi antichi,
E secondo la Magna Grecia Pitagora,
Solone, Talete, Orfeo, ispirati da Khemi.


Così anche sulle sponde della patria antica,
Il mio pensiero torna a te, o Egitto,
Ché ogni cosa umana fu da te fondata,
Politica, chimica, religione, geometria,
E in ogni campo lasciasti il tuo segno,
Senza fine l'ispirazione si rivolge a te,
Ed ai tuoi simboli senza tempo e senza origine,
Persi nella stessa costituzione originaria del Cosmo:
La sfinge ( alata ), e le sacre piramidi,
I vasi canopi e la costituzione del corpo,
E dell'anima ( mundi ) secondo il 4+1;
O tu tempo antico di cui siamo gli eredi
- Punto dentro il cerchio e mondo senza fine -
A te mi abbandono, e, piano, sorrido.

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