Mentre sotto i roventi
Raggi dell'astrale fornace
Si spostano le dune,
Al sinistro suono
Del flauto dell'oscuro Eolo,
E non sono mai le stesse,
Il Derviscio Solitario
Danza
L'eterno cerchio,
Senza sosta.
Aghi senza fine
Cuciono sull'epidermide
Dell'anima
Emozioni tanto
Più profonde
- Sensazionali ferite -
Quanto più
Sono dolorose.
E le poche gioie
- Anch'esse traumi -
Si imprimono
Per svanire subito,
Mentre i dolori rimangono
Come cicatrici.
Miriadi di volti
Senza nome
Vecchi, giovani, anziani,
Si formano come miraggi,
E appaiono e spaiono, appaiono e spaiono,
Senza sosta alcuna,
Occupando l'orizzonte.
Ed è impossibile
Dedicare un pensiero
A ognuno di essi,
Non basterebbe
Una vita intera
Per tutti loro.
Così
Il tempo
Nella colonia infernale
Consuma se stesso,
Tra i palpiti delle sabbie
Roventi.
lunedì 12 novembre 2007
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